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Addio a Clarence Clemons Mitico sax di Springsteen
Per quaranta anni è stato la spalla insostituibile del Boss, vera e propria icona della E Street Band. Le lacrime di Bruce: "Era il mio grande amico, il suo ricordo vivrà sempre con noi"
EW YORK - Adesso che il futuro del rock è irrimediabilmente sprofondato nel trapassato, Bruce Springsteen piange come un vitello quel "Big Man" che da più di quarant'anni lo seguiva come un'ombra e mai invadente. Clarence Clemons è uscito dal gruppo e questa volta per sempre. Il sax del Boss se n'è andato. Ucciso da un ictus che l'ha colpito sabato scorso in Florida e con cui ha lottato per giorni: come faceva con le "note blue" che lui nero della Virginia - e quindi geneticamente jazz - aveva domato nel gergo del rock che parlava il suo capo.
Clemons era molto di più che il sassofonista della E Street Band: era il più riconoscibile e il più distante degli uomini alla corte di Bruce. Mai opposti furono l'uno più attratto dall'altro. Il Capo bianco e piccolino svernato in quel Jersey Shore in cui - prima ancora che arrivassero le caricature dei reality - sangue irlandese e italiano si miscelavano per produrre la meglio gioventù: dagli Springsteen di Bruce ai Bongiovanni di Bon Jovi. Il Sax grande e grosso sbarcato invece dalla Virginia in quell'East Cost che negli anni Sessanta e Settanta stava raccogliendo dall'East di Beach Boys & Co la fiaccola del rock'n'roll.
Big Man on the saxophone
Se n’è andato Clarence Clemons e, lasciatemelo dire, è veramente una perdita. Non importa quanto fosse un grande sassofonista, se il suo stile sia stato originale, se il suo suono era particolare. Importa poco perchè Clemons era di più. Era l’anima, il cuore, il motore della E Street Band. Era la leggenda del gruppo, celebrata da Springsteen in ogni concerto, con la sua figura imponente, il suo gigantesco sorriso, il suo sassofono a tracolla. Clemons era l’asso nella manica in ogni concerto, assieme a Little Steven, per Bruce quando voleva giocare, comunicare con il pubblico, dare corpo e fisicità alla sua musica, dimostrare che l’amicizia, più di ogni altra cosa, era tutto quello che contava nella sua band. E senza Clemons la E Street Band non sarebbe stata la stessa. Poi, per essere onesti, anche il suono di Springsteen e molte delle sue canzoni più belle non avrebbero avuto lo stesso impatto, la stessa forza, lo stesso sentimento senza il sax di “big man”. Ci mancherà, mancherà a Springsteen,la band non avrà più quel suono, il suo suono, mancherà la sua presenza in scena, nulla sarà più come prima.